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Cos’è e come funziona la rinegoziazione del mutuo

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Se avete cliccato su questo articolo, significa che in un modo o nell’altro vi si è accesa una lampadina e vi siete fatti una semplice domanda a cui non riuscite a rispondere: per caso il mio mutuo è svantaggioso? Sono in molte le persone che si pongono lo stesso identico quesito.

D’altronde non occorre essere dei geni della finanza per comprendere che il mercato è in continuo cambiamento. Non è impossibile che un accordo stretto decine di anni fa, come un mutuo, potrebbe non essere più conveniente come una volta. Per fortuna è possibile compiere un’operazione chiamata “rinegoziazione del mutuo” ovvero discutere con la propria banca di un nuovo accordo. In questo articolo vedremo che cos’è e come funziona la rinegoziazione del vostro mutuo!

Rinegoziazione del mutuo: definizione e spiegazione

Rinegoziare un mutuo significa intervenire sulle condizioni iniziali del contratto che voi e la vostra banca avete stipulato originariamente. Normalmente questa operazione sarà possibile quando le condizioni economiche di chi richiede la rinegoziazione sono variate: le banche reputano più conveniente la rinegoziazione quando il pagante si trova in una situazione finanziaria più complicata, questo perché teme di perdere il rimborso delle rate. Sarà più difficile ottenere una rinegoziazione se il vostro intento è semplicemente di estinguere il mutuo prima del tempo pattuito, oppure per “ottenere uno sconto”. La regola quindi è che solitamente non è possibile richiedere una rinegoziazione del mutuo senza cambiamenti nelle condizioni finanziarie del debitore.

Detto questo, se il vostro mutuo risale a prima del 2007, probabilmente dovreste contattare la vostra banca e richiedere un colloquio: prima di quella data i tassi d’interesse erano altissimi sfiorando addirittura il 5,7%! Nel caso in cui viene accordata una rinegoziazione del mutuo, solitamente le clausole modificate del contratto riguardano il tasso d’interesse e la sua diminuzione nella fattispecie. Tuttavia esistono casi in cui è possibile ammortizzare il peso mensile spalmando la cifra su più anni o addirittura alleggerendo il totale dovuto.

Fate luogo comune e pensate quindi a qual’è la vostra situazione e al motivo per il quale state pensando a una rinegoziazione. Dopodiché presentate l’apposita richiesta alla vostra banca (la forma e le documentazioni richieste variano da banca a banca). Dovrete motivare le vostre esigenze e illustrare il motivo della vostra richiesta. A volte dovrete addirittura comunicare le vostre aspettative legate alle nuove dinamiche finanziarie.

Attenzione: la legge non prevede nessun tipo di limite temporale per poter rinegoziare un mutuo, sarete liberi di contattare la banca per un colloquio anche l’indomani della firma del contratto. TUTTAVIA quasi tutti i contratti contengono clausole scritte dalle banche che obbligano il cliente a un periodo di tempo senza possibilità di rinegoziare. Solitamente questo periodo non dura più di due anni dall’inizio del piano. Ricordiamo inoltre che nella maggioranza dei casi, la richiesta di rinegoziazione di un mutuo è a titolo completamente gratuito. E allora alzate il telefono e chiamate la vostra banca!

Quali sono le condizioni che possono essere riviste con la rinegoziazione?

In questo paragrafo vedremo di cosa si può discutere nel concreto una volta fissato l’appuntamento con la banca. Alcune di queste parole potrebbero far paura ma non temete, vi spiegheremo tutto con calma!

  • Il tasso d’interesse e lo spread: lo spread del mutuo è (in parole semplici) il rischio che la banca si assume quando accetta di stipulare un mutuo con un cliente. Più è precaria la situazione del debitore, maggiore è il rischio per la banca. Uno spread più alto significa un costo maggiore da aggiungere alla base di quanto anticipato dalla banca. Quindi gli interessi saranno più alti. Questo è la parte del contratto normalmente più discussa durante la rinegoziazione di un mutuo.
  • La durata del contratto: Come abbiamo detto nel paragrafo precedente, è molto raro che la banca accetti la riduzione del tempo di pagamento. Ma non essendo impossibile, descriveremo come funziona: semplicemente il prezzo mensile della rata del mutuo aumenta. In questo modo la cifra viene pagata più in fretta. Normalmente questa opzione viene scelta da chi si trova in una situazione finanziaria più agiata rispetto a quando ha aperto il mutuo. Aumentare la durata del mutuo, invece, è molto più comune.
  • Cambiamento della tipologia di contratto: nella fattispecie il passaggio da mutuo a tasso fisso a mutuo a tasso variabile e viceversa. Il mutuo a tasso variabile si riferisce alla cifra degli interessi. Variabile significa che cambia in base agli andamenti di mercato. A tasso fisso invece è una cifra pattuita inizialmente e che rimane così indipendentemente dal mercato e il suo andamento. Ci sbilanciamo decretando che normalmente è più conveniente richiedere un mutuo a tasso variabile.

Cosa fare nel caso di negata rinegoziazione del mutuo?

Se voi e la vostra banca non riuscirete a mettervi d’accordo, dovrete proseguire per altre strade. La buona notizia è che c’è altro che potete fare!  Ad esempio potreste guardarvi intorno e cercare nuove banche che vi propongano prezzi più convenienti. La procedura di trasferire un mutuo da una banca all’altra si chiama “surroga”. Di solito questo processo è completamente gratuito, quindi tenetelo in considerazione!

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