Nonostante il ritardo nei confronti degli altri paesi maggiormente industrializzati resti marcato, per via di una certa reticenza ad una minor fruizione del contante, è fuori di dubbio che il nostro paese abbia assistito ad un vorticoso aumento dell’utilizzo delle carte di pagamento, spinte, in alcuni casi, dalla possibilità di poter essere utilizzate tramite la grande rete telematica per effettuare acquisti online.
Se il bancomat resta, a tutt’oggi, lo strumento più diffuso, la carta di credito è certamente quello più prestigioso ed ha aumentato sensibilmente il numero dei possessori. D’altro canto, essa è passata dall’essere considerato uno status symbol ad uno strumento alla portata della maggior parte dei cittadini, che ne apprezzano l’affidabilità e il grado di accettazione: a differenza di carte prepagate e bancomat, infatti, vengono accolte ovunque.
Carta di credito a saldo
Tramite la carta di credito, l’emittente mette a disposizione del titolare una somma di denaro ricalcando, in buona sostanza, quanto accade quando si concede un fido in conto corrente. A differire, però, è l’utilizzo temporale: il fido di conto corrente è una cifra fissa, rinnovabile anno dopo anno a discrezione dell’istituto di credito, mentre il massimale della carta di credito è su base mensile, che si azzera ogni mese.
Le modalità di rimborso della carta di credito possono essere differenti e consentono di poter distinguere la carte di credito in diverse categorie: su cartadicredito.net è possibile trovare una guida dedicata proprio a questo argomento, al fine di dirimere tutti i dubbi e perplessità che possono albergare nella mente dei consumatori quando approcciano a questo strumento elettronico di pagamento .
Alcuni consumatori tendono ad associare la carta di credito alle carte prepagate, in quanto in alcuni casi si appoggiano al medesimo circuito (come il caso di Mastercard), ma quest’ultime non sono assolutamente accettate come le carte di credito e non forniscono alcuna garanzia in determinati casi, come ad esempio il noleggio auto. Se si vuol essere certi che qualsiasi tipologia di pagamento o prenotazione vada a buon fine, è opportuno essere in possesso di una carta di credito.
Quella maggiormente diffusa è la cosiddetta carta di credito a saldo, normalmente proposta dagli istituti di credito come servizio aggiuntivo del conto corrente. In molti casi, la carta di credito rappresenta la punta di diamante nell’offerta di un conto corrente, grazie alla flessibilità e alla possibilità di personalizzarla o brandizzarla con alcuni marchi di forte appeal: i costi, per quanto ovvio, variano da istituto di credito a istituto di credito.
Carte di credito revolving
La carta di credito a saldo consente di dilazionare gli acquisti effettuati in un arco temporale prestabilito della durata, nella maggior parte dei casi, di 30 giorni, anche se alcuni istituti consentono la dilazione fino a 45 giorni, senza alcun tipo di onere a carico del titolare. Un’opzione molto gradita per tutti quei consumatori che, in attesa dell’accredito dello stipendio, possono effettuare operazioni d’acquisto nonostante non sia presente la necessaria liquidità sul proprio conto corrente.
A titolo esemplificativo, tutte le operazioni effettuate nel corso di un determinato mese vengono contabilizzate ad un giorno prestabilito contrattualmente (generalmente tra il 5 e il 15) del mese successivo. La somma addebitata, di conseguenza, comprende tutte le operazioni effettuate. La carta di credito a saldo, però, non è l’unica opzione disponibile.
Esiste, infatti, la possibilità di poter dilazionare la somma complessiva di tutte le spese effettuate in un singolo mese in rate maggiormente sostenibili. Questa opzione, per quanto ovvio, implica il pagamento di una somma aggiuntiva per il titolare, da riconoscere sotto forma di interessi alla società emittente la carta. Un’opzione certamente più onerosa, ma che in alcuni determinati casi può supportare il risparmiatore nei momenti in cui le spese si fanno più sostenute.