Qualunque trader e investitore, amatoriale e professionista che sia, tiene in grande considerazione l’andamento dei principali indici. Cosa sono e a cosa serve il loro monitoraggio? Gli indici sono un indicatore generale che può far riferimento ad un determinato mercato o ad uno specifico settore di riferimento.
Forniscono un importantissimo dato, ovvero quello dell’andamento generale di una particolare industria o di uno specifico paese: molto utili, sono infatti gli indici relativi ad alcuni paesi, in quanto tramite semplici riferimenti rendono possibile fare un check dell’andamento dell’economia in quella nazione.
Investire su un indice (tramite ad esempio l’utilizzo di ETF) è inoltre molto più semplice rispetto a farlo su una singola azienda. Gli indici sono infatti tra le tematiche principali che un investitore alle prime armi dovrebbe approfondire.
In rete si trovano moltissime informazioni a riguardo e su Mercati24 ad esempio si possono reperire svariate informazioni sul tema, nonché più in generale sul settore degli investimenti: una fonte ideale soprattutto per chi è entrato in questo settore da poco e vuole incamerare più conoscenze possibili sull’argomento.
Sebbene ogni paese abbia un suo indice di riferimento, a seconda del rilievo del territorio preso in esame, alcuni indici hanno maggior importanza a livello globale rispetto ad altri.
Ad esempio, un indice che fa riferimento all’economia americana avrà più importanza in linea generale rispetto ad un indice riferito all’economia italiana. Questo perché le aziende presenti in America sono di più in termini numerici, oltre che di dimensioni incredibilmente maggiori: mentre l’Italia è popolata da piccole e medie imprese, in America si concentrano grandi multinazionali di fama mondiale.
Quali sono quindi i principali indici americani?
Indice S&P 500
L’S&P 500 è forse il più importante indice relativo all’economia americana. Si tratta di un indice azionario realizzato da Standard & Poor’s nel lontano 1957 e rappresenta l’andamento delle 500 aziende statunitensi a maggiore capitalizzazione.
A seconda del valore di mercato, viene attribuito in maniera proporzionale un peso ad ogni azienda inserita in questo indice: le aziende la cui valutazione è maggiore occuperanno quindi una fetta più rilevante, mentre le aziende con una valutazione minore avranno meno peso all’interno dell’indice stesso.
500 aziende sono davvero molte e proprio per questo, l’S&P 500 riesce a riassumere in modo ottimale l’andamento generale dell’economia statunitense.
Indice Dow Jones
Il nome completo di questo indice è Dow Jones Industrial Average, ma viene generalmente nominato nella sua forma più breve Dow Jones. È anch’esso un indice azionario, creato questa volta da Charles Dow, personaggio decisamente celebre nel settore finanziario in quanto è considerato il padre dell’analisi tecnica dei mercati.
Anche uno statistico finanziario americano ha contribuito alla creazione dell’indice e quest’ultimo è Edward Jones. Il nome dell’indice prende infatti il nome dai suoi due creatori. A differenza dell’S&P 500, che considera la capitalizzazione di mercato delle diverse società, l’indice Dow Jones racchiude al suo interno i 30 principali titoli di Wall Street.
La fama di questo indice è leggermente scesa col tempo in quanto si pensa che 30 titoli non riescano più a rappresentare a pieno l’andamento medio dell’economia statunitense. Nonostante ciò è comunque uno degli indici più importanti e monitorati in listino.
Indice Nasdaq 100
Questo particolare indice azionario prende in considerazione le 100 aziende di carattere non-finanziario che sono quotate al Nasdaq. In questo caso, come accade per l’S&P 500, il peso delle aziende inserite all’interno dell’indice è relativo alla loro capitalizzazione di mercato.
All’interno di questo indice si trovano quindi moltissime aziende di grosse dimensioni che operano nel settore tecnologico, particolarmente in voga nell’ultimo anno.
Il monitoraggio dell’andamento di questi indici permette di tenere sotto controllo l’andamento e i trend principali dell’economia americana, così da effettuare dei rapidi confronti con altre zone geografiche di interesse, come ad esempio l’Europa: uno strumento decisamente essenziale.